Il senno perduto a Walterloo

Quello che segue è uno sfogo, sebben meditato. Se avete tempo da perdere continuate a leggere, altrimenti enjoy i nuovi articoli su RedMarker.

Io lo capisco pure WalterNapoletone, che sta lì tentando di tenere insieme i pezzi del “partito nuovo” e per evitare che esploda dice che è andato tutto bene. Ma per il PD è una roba scontata da tempo, quindi ho altri problemi.

Con calma, pacatamente serenamente, a freddo, riflettiamo.

A Walterloo abbiamo perduto tutto: il potere, l’onore e soprattutto il Senno.

Abbiamo perso in modo totale e tombale: difficilmente arriverà la rivincita prima di dieci-quindici anni, sia a Roma che in Italia.
Abbiamo perso perché abbiamo affrontato la campagna elettorale schifando la nostra propria macchina organizzativa ed evitando accuratamente di inviare agli elettori un messaggio politico degno di questo nome.

Al termine di questo disastro, ci siamo (si è) lungamente prodigati per negare la sconfitta. Abbiamo mentito sulle cifre, riconfermato linea, leader e gruppo dirigente come se fosse tutto a posto. E ora? Ora andiamo verso il “congresso tematico”, cioè quella roba che a casa mia si chiama assemblea programmatica e si fa quando le cose vanno bene e sono stabili e bisogna fare il punto della situazione.

In tutto questo nessuno che alzi il ditino e dica: beh, però, forse…
E se c’è lo zittiscono subito.

Dulcis in fundo la linea che sta passando è “Resistere al popolo italiano”, che è scemo e non ha capito nulla. C’è di peggio? Probabilmente sì, basta aspettare. Infatti, scrivendo questo post, mi sono imbattuto in questo articolo di Goffredo Bettini, in cui non si dice che il popolo è scemo, solo che è stato travolto dal “vento di destra” (chi l’ha mandato? il Signore onnipotente? o è un effetto del niño?).

E poiché

Ognuno è fabbro della sua sconfitta
E ognuno merita il suo destino

Direi proprio:

Chiudi gli occhi e vai in Africa, Celestino!

1° Maggio (2000-2008)

E 8! (e a me sembrano pochi) Una Rosa è una Rosa. Un Amore è un Amore è un Amore è un Amore è un Amore è un Amore è un Amore è un Amore.

Primo pensiero notturno al chiaro(scuro) di luna (nera)

Un giorno da segnare col nero.

Ripartiremo da Sondrio?

La notte è buia

La notte è buia. E scura.

25 Aprile, Festa della Liberazione

Quanti di noi sperano nella fine di questi casi tremendi, per iniziare una laboriosa e quieta vita dedicata alla famiglia e al lavoro? Benissimo, ma in questo bisogno di quiete è il tentativo di allontanarsi il più possibile da ogni manifestazione politica. È il tremendo, il più terribile,  risultato di un’opera di diseducazione ventennale […] che è riuscita ad inchiodare in molti di noi dei pregiudizi, fondamentale quello della sporcizia della politica. […] Può anche bastare, sapete, che con calma cominciamo a guardare in noi, e ad esprimere desideri. Come vorremmo vivere, domani? No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete voluto più sapere!

Giacomo Ulivi, 19 anni, resistente fucilato a Modena nel 1944

Sicurezza Sicurezza…

…Primavera di Bellezza?

Alemanno, per la sicurezza, propone “tolleranza zero contro i campi nomadi” (strigni, strigni, che vordì nun se sa). Propone anche di condonare tutte le multe e di diminuirne il numero. Ora, a me risulta che le multe te le fanno quando fai le infrazioni (questa è la mia esperienza). Tutti i giorni vedo molti romani fare infrazioni anche folli, quindi mi sembra naturale che le multe siano tante. Anzi, forse sono troppo poche.

Quanti Romani muoiono ogni anno in incidenti stradali? Leggetelo qui.

Quanti Romani ogni anno vengono “ammazzati dagli zingari”?

Vi sembra una sensata “politica della sicurezza”?

Medita, popolo.

Qui potete scaricare i 6 buoni motivi per votare Rutelli e i 6 buoni motivi per NON votare Alemanno: 6buonimotivi.pdf

Su RedMarker, domattina al più tardi, apparirà un interessante appello al voto.

Riassumendo - Le Alternative

Più va avanti, più sento ragioni “per non votare Rutelli”. Alcune sono obiezioni ragionevoli, certe le condivido perfino. Molte altre sono delle solenni idiozie, qualche volta solo dei rancori di vecchia data.

Neanche uno, manco G.A., che abbia provato a spiegare perché Alemanno dovrebbe diventare sindaco di Roma.

Certo, Rutelli i suoi errori li ha fatti. Ma si può obiettare, e lo ha fatto lui stesso, che dall’esperienza si impara. È pur vero che un certo modello di governo della città sta mostrando la corda e che sarà necessaria una bella sterzata, specie sui temi sociali (fra cui io includo la sicurezza).

Resta il fatto che quando Rutelli divenne sindaco nel 1992, Roma era una città sfasciata, con le aiuole divelte, un trasporto pubblico di carta velina ed i dipendenti comunali che non facevano l’orario completo.
Ora è più pulita, più efficiente (es: si può fare la carta d’identità di pomeriggio), meglio collegata (più metro A, bus notturni), più ricca, molto più vivace culturalmente.

Non basta. No, non basta. Ma bisogna ricordare cos’era Roma e qual è stato il trend dell’Italia in questi anni.

Abbiamo deciso che Rutelli non ci piace (più). Ok. Vorrei citarvi qui Yariv Oppenheimer, portavoce di Peace now, movimento pacifista israeliano (roba tosta, ragazzi): “Bisogna sempre scegliere tra le alternative”.

Può sembrare lapalissiano, ma non è così. Trattare o non trattare con Hamas? La sola idea di porsi un simile problema può parerci orrenda, possiamo desiderare un mondo diverso, ma non c’è niente da fare: delle due (o delle tre, delle quattro) l’una. Se non scegliamo noi, la storia (gli altri), sceglieranno. Poi sarà troppo tardi.

Rutelli o Alemanno? Dobbiamo scegliere fra queste due.

Se tutti coloro che possono ragionevolmente votare Rutelli lo faranno, lui sarà sindaco di Roma. Altrimenti, per beghe, distinguo, rancori e piccinerie, avremo consegnato la città ad un ex-picchiatore con la celtica al collo, che 100 a 1 mollerà Roma ai preti come mai prima e che continuerà a vomitare odio contro zingari e romeni.

Consolatevi: la celtica non la porta come simbolo politico, ma come ricordo sentimentale del tempo che fu e simbolo religioso.

Duello al Ballarò Corral

Ieri Ciccio se l’è cavata.

Costretto a lungo nell’angolo “sicurezza” si è difeso bene. È poi riuscito a parlare di infrastrutture, casa, crescita economica. Ha affondato duro sul governo Berlusconi. E sulla Lega, sfoderando una fantastica immagine della Padania, in cui le lettere dei lettori sono accompagnate da un Colosseo in fiamme con conficcata una spada. Alemanno ha accusato il colpo e quando è sotto stress riemerge il ragazzo dei pestaggi e delle molotov che ha sepolto in lui dopo Fiuggi. Quando parla di “zzingari” mi viene da tapparmi le orecchie.
Eh, sì. Ciccio ha fatto la sua parte, più lucido ed efficace di come me lo aspettavo.

Ora sta a noi.

Pennsylvaniaisonmymind, ma temo che non basterà.

I cosacchi si abbevereranno a Fiumicino?

Il capo degli anticomunisti arrabbiati svenderà Alitalia ad Aeroflot?

Alemanno ha definito “salutare” la notizia del ritiro definitivo di Air France.

O Tempora!, etc.

Ballottaggio dal Sen(n) fuggito

Ho udito con le mie orecchie una donna che, intervistata al TG1 (!) per un servizio sulle cure termali (!), ha detto, senza essere costretta: “mi aiuta ad evitare gli inestetismi della cellulite“.

Varie persone ascoltate per strada non vogliono votare Rutelli perché Roma è piena di cartacce e cacche di cane. È pure vero, ma non le ha certo sparse il comune. Cioè sì, il comune cittadino.
Appunti per un’autocoscienza “della gente” ?…

Mi manca Pasolini.

Altri non vogliono votare Rutelli perché se la fa coi preti. Giusto. Meglio Alemanno con la celtica al collo. Garanzia di laicità ed equidistanza. Mi manca Pasolini.

Domenica hanno malmenato il responsabile di uno dei notri gazebi, che aveva ripreso un ragazzo che stava strappando i manifesti appesi sul telone posteriore. Risposta: un casco in faccia. Poi dicono “la sicurezza”. Non ho voluto che Virgy restasse da sola in sezione a fare le telefonate. Appendendo un cartello per denunciare il fatto, mi sono guardato intorno.