Il senno perduto a Walterloo
Quello che segue è uno sfogo, sebben meditato. Se avete tempo da perdere continuate a leggere, altrimenti enjoy i nuovi articoli su RedMarker.
Io lo capisco pure WalterNapoletone, che sta lì tentando di tenere insieme i pezzi del “partito nuovo” e per evitare che esploda dice che è andato tutto bene. Ma per il PD è una roba scontata da tempo, quindi ho altri problemi.
Con calma, pacatamente serenamente, a freddo, riflettiamo.
A Walterloo abbiamo perduto tutto: il potere, l’onore e soprattutto il Senno.
Abbiamo perso in modo totale e tombale: difficilmente arriverà la rivincita prima di dieci-quindici anni, sia a Roma che in Italia.
Abbiamo perso perché abbiamo affrontato la campagna elettorale schifando la nostra propria macchina organizzativa ed evitando accuratamente di inviare agli elettori un messaggio politico degno di questo nome.
Al termine di questo disastro, ci siamo (si è) lungamente prodigati per negare la sconfitta. Abbiamo mentito sulle cifre, riconfermato linea, leader e gruppo dirigente come se fosse tutto a posto. E ora? Ora andiamo verso il “congresso tematico”, cioè quella roba che a casa mia si chiama assemblea programmatica e si fa quando le cose vanno bene e sono stabili e bisogna fare il punto della situazione.
In tutto questo nessuno che alzi il ditino e dica: beh, però, forse…
E se c’è lo zittiscono subito.
Dulcis in fundo la linea che sta passando è “Resistere al popolo italiano”, che è scemo e non ha capito nulla. C’è di peggio? Probabilmente sì, basta aspettare. Infatti, scrivendo questo post, mi sono imbattuto in questo articolo di Goffredo Bettini, in cui non si dice che il popolo è scemo, solo che è stato travolto dal “vento di destra” (chi l’ha mandato? il Signore onnipotente? o è un effetto del niño?).
E poiché
Ognuno è fabbro della sua sconfitta
E ognuno merita il suo destino
Direi proprio:
Chiudi gli occhi e vai in Africa, Celestino!







