Nella valigia per la Luna c’è sicuramente spazio per un sottile libricino di cinquanta pagine pubblicato da stampa alternativa a 1,00 €.
Si tratta de “Il secondo avvento”, racconto di Mark Twain pubblicato anche negli USA solo molti anni dopo la morte dell’autore (perché scelse di non pubblicarlo in vita apparirà chiaro a qualsiasi italiano prosegua nella lettura di questo post).
Nel racconto, Mark Twain compie uno dei suoi soliti esperimenti. Questa volta, invece di proiettare un americano alla corte di Re Artù o nella moderna (per lui) Londra, ma armato solo di una banconota da un milione di sterline, proietta nell’America dell’ottocento il secondo avvento di Gesù.
Immaginiamo dunque, che nell’alto dei cieli si sia stabilito di non far tornare Gesù in pompa magna “tra nubi di eccelsa gloria”, ma di replicare invece lo schema della volta precedente.
Il figlio dell’Altissimo, dunque, nascerà dal ventre di un’oscura vergine nell’ancor più oscuro villaggio di Black Jack, Arkansas (lo stato di Bill Clinton), annunciato da una angelo vestito in blue jeans e cappello di paglia, secondo la moda del tempo e del luogo.
Immaginiamo che la sua nascita richiami dei “saggi uomini” (in Inglese i Magi sono detti “wise men”) dall’Est: giornalisti e uomini di chiesa. Immaginiamo che l’eccezionale evento venga poi dimenticato per trent’anni fino a quando Gesù e 12 seguaci…
…Cosa crede possa succedere se le preghiere degli uomini iniziassero ad avverarsi e miracoli su miracoli sconvolgessero l’ordine naturale delle cose?…
Beh, leggetevelo, il bello (e il blasfemo, per chi crede nel primo, di avvento) sta tutto nel leggere la descrizione degli eventi in cui l’autore riversa il meglio della sua ironia e della sua capacità di riprodurre gli umani comportamenti e reazioni.
Sappiate però che il finale, in un certo qual modo, lo sapete già……


5 Commenti
Giovedì 15 Novembre 2007 alle 22:21
Sì, lo sappiamo, diventa segretario della Sinistra giovanile del Lazio e si fa una segreteria di 12 persone…
Venerdì 16 Novembre 2007 alle 0:47
No, qui per una volta lasciano in pace gli ebrei ed evitano di tirarli in ballo a sproposito.
Venerdì 16 Novembre 2007 alle 15:58
- “il senso della vita?”
- “vinci o perdi, sei quello che sei, l’importante è che non lavori per gli ebrei!”
(Monty Pyton)
p.s.
per la cronaca cinefila, alla signora delle pulizie che risponde così alla domanda, viene rovesciato un secchio di vomito in testa… Il film rende meglio se visto col Faunocchiale.
Venerdì 16 Novembre 2007 alle 18:07
mi sa proprio che quel film potrebbe essere il prossimo delle proiezioni casalinghe…
Sabato 17 Novembre 2007 alle 2:37
Visto, visto! Perchè non fai qualcosa di avanguardista come un bel film di Shinya Tsukamoto? “Tetsuo”, “Tokyo Fist” o “Le Avventure Del Ragazzo Palo”?