Neanche col Lunocchiale è facile mettere a fuoco la vicenda terrestre (invero molto terra-terra) del Senatore della Repubblica Roberto Manzione.
Chi è costui? Chi non si annoia eccessivamente a leggere le cronache parlamentari sa già che fino al settembre ultimo scorso era un tranquillo senatore della Margherita di provenienza UDEUR finché, ignorando i consigli della mamma, si è unito a cattive compagnie, precisamente al senatore Willer Bordon.
Chi è costui (bis)? Willer Bordon non è un politico: è un autentico pentatleta della politica. La sua parabola negli ultimi vent’anni è la seguente: prima il PCI, poi contemporaneamente PCI e Radicali, poi il PDS da cui esce con Adornato per andare in Alleanza Democratica la quale guida a confluire nell’Unione Democratica da cui esce per fondare l’Italia dei Valori da cui esce per fondare I Democratici (insieme agli ex-amici di AD) con i quali confluisce nella Margherita, Anno Domini 2001 circa. Sette partiti più uno (i Radicali).
Negli ultimi 15 anni, mentre compieva queste raffinate evoluzioni, non ha smesso per un istante di scassarci i cabasisi con la necessità storica e politica dell’Ulivo, dell’unità a centro-sinistra, del Piddì e via dicendo. Ci si immaginava dunque che la Margherita-L’Ulivo prima e il PD poi potessero essere la panchina su cui finalmente riposa lo stanco atleta.
Invece no. WB ha scelto che a Lui ’sto Piddì non piace. Liberissimo, per carità. Il dramma è che quindi se ne è andato solo soletto a tenere accesa la fiamma (d’ulivo) della Partitodemocrazia dura e pura, fondando, perché il lupo perde il pelo (che abbondantemente gli ricopre le labbra), ma non il vizio, una nuova Unione Democratica. Ma non è andato via proprio solo, a ricattare il governo nel nome e nell’interesse (dice lui) di che ha dato l’anima e ha sputato sangue per fare il PD s’è portato il Sen. Manzione. Che ha così fatto il salto da oscuro Sen. della Rep. a Figura della Storia d’Italia.
Manzione sulla luna.
P.S. Ogni volta che penso al Sen. Bordon, invece della sua sorridente faccina baffuta, mi viene in mente la sorridente faccina baffuta di Athos de Luca.
Me ne scuso con l’interessato, se non altro perché la sua parure di baffi è ben più originale e merita un adeguata protezione (tipo D.O.C.: Deputato di Origine Controllato)


4 Commenti
Mercoledì 21 Novembre 2007 alle 21:24
facciamo una proposta a dini et al.?
si presentassero una buona volta alle elezioni in prima persona, invece di correre con altri e poi fare il proprio partito a elettori fermi.
quanta potenza elettorale avrebbero queste mezze figure? meno del ceppalonico, che almeno ha dalla sua il territorio…
a presto
v
Giovedì 22 Novembre 2007 alle 1:34
Bordelle, Pardon, Bordon.
Venerdì 11 Gennaio 2008 alle 12:51
[...] della Repubblica? Morte all’Alba? L’Italia come una storia di Dylan Dog. Lo sapete che Willer Bordon vuole candidarsi a sindaco di [...]
Domenica 23 Marzo 2008 alle 12:49
[...] questi colorati cartelli c’è né uno che ha solleticato la nostra fantasia: vi campeggia la sorridente faccina baffuta del Senatore Athos De Luca, qui sotto [...]