Persepolis

Persepolis.

È la storia di un’infanzia, secondo il sottotitolo. È la storia di una donna, di un paese, di un popolo, di un esilio. Tutte narrate con un tratto deciso, nitido, ma capace di cogliere tutte le sfaccettature di vicende storiche ed umane estremamente complesse. Un bianco e nero che racchiude in sé opposti inconciliabili, ma anche tutte le sfumature possibili fra l’oriente e l’occidente, fra la libertà e l’oppressione, fra l’indifferenza e l’amore, fra il bene e il male, la ricerca dell’indipendenza dalle tradizioni e la ricerca delle radici.

Leggere il fumetto è un’esperienza profonda di contatto con una vita, con una bambina, una donna. Quando arrivi alla fine hai l’impressione che da qualche parte, nel mondo, hai un’amica in più. E, en passant, ne sai di più sulla storia terribile di un popolo.

Temevo che il film, dovendo scegliere un linguaggio diverso (perché diversissimo è il lingaggio dei suoni e dei disegni in movimento, da quello dei disegni fissi e delle parole scritte) non riuscisse a rispettare la forza dell’opera originale.
Si ha, invece, una piacevolissima sorpresa. Quello che scorre sullo schermo non è un “cartone”, è un film disegnato in scala di grigi. Le soluzioni grafiche e di animazione, per quanto semplicissime e pulitissime, sono notevoli ed innovative. Riescono ad unire, ancor meglio che nel fumetto, la tradizione grafica occidentale, francese in particolare, a quella orientale di area persiana o russa.

La trama, poi, è rispettata: tradotta, in un linguaggio diverso, ma non tradita. Sono stati necessari dei tagli (anche dolorosi) e delle scelte di sintesi, ma è la stessa storia, la stessa bambina che cerca di diventare donna in bilico tra due mondi. E tutto senza nessuna concessione all’approssimazione: la Storia (sociale) dell’Iran scorre fedelmente sotto i nostri occhi.

Da non perdere.

Continuano ora le nostre rassegne.
Per I migliori simboli della nostra campagna, ecco oggi Il loto, candidato Leader Luigi Ferrante. Il simbolo è molto grazioso, in più la formazione offre il pregio di dichiarare da subito ed esplicitamente quale sarà la sua “posizione” di fronte a ciascun problema politico. Le voilà:

loto.jpg

Per I migliori nomi della nostra campagna, abbiamo oggi Socialismo Umanitario Universale, candidato Giuseppe Graziani. Nient’altro? Che volete di più dalla vita? Un Tucano? Ecco il contrassegno:

suu.jpg

7 Commenti

  1. Commento di GF on Giovedì 13 Marzo 2008 19:57

    Peccato, se si fosse chiamato Socialismo Umanitario Universale Cosmico li avrei votati.

  2. Commento di simoneliuzzi on Giovedì 13 Marzo 2008 22:52

    Io fonderò il Faunismo Condominiale di Pianerottolo. Prevedo un grande successo, sul tuo pianerottolo.

  3. Commento di sinblancaporelmundo on Venerdì 14 Marzo 2008 4:50

    Il socialismo e morte.

    http://sinblancaporelmundo.wordpress.com/2008/03/06/una-imagen-una-palabra/

  4. Commento di simoneliuzzi on Venerdì 14 Marzo 2008 9:57

    Anche quello umanitario universale? Non ti pare di esagerare un pochino? Un pochino pochino? Almeno quello umanitario universale, lascialo fuori.
    E se il socialismo è morte, cos’è il terrorismo nazionalista?

  5. Commento di Nacamulli on Sabato 15 Marzo 2008 12:35

    Cena elettorale Martedi 18 Marzo dalle ore 19 al “45 Giri” Via Libetta 19.
    Per saperne di piu’ visitateci!

    Michele Nacamulli.

  6. Commento di GF on Sabato 15 Marzo 2008 16:56

    Cazzo, ma è un blog incredibile quello del socialismo mortifero!

  7. Commento di simoneliuzzi on Sabato 15 Marzo 2008 18:26

    Che vuoi, è la luna che “si avvicina alla terra più di quel che volesse e fa impazzire gli uomini”

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