Quanti di noi sperano nella fine di questi casi tremendi, per iniziare una laboriosa e quieta vita dedicata alla famiglia e al lavoro? Benissimo, ma in questo bisogno di quiete è il tentativo di allontanarsi il più possibile da ogni manifestazione politica. È il tremendo, il più terribile, risultato di un’opera di diseducazione ventennale […] che è riuscita ad inchiodare in molti di noi dei pregiudizi, fondamentale quello della sporcizia della politica. […] Può anche bastare, sapete, che con calma cominciamo a guardare in noi, e ad esprimere desideri. Come vorremmo vivere, domani? No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete voluto più sapere!
Giacomo Ulivi, 19 anni, resistente fucilato a Modena nel 1944



1 Commento
Lunedì 28 Aprile 2008 alle 9:47
come diceva qualcuno a me molto caro:
W L’ITALIA!