Capita, a volte, che sia Pasquetta e che mezzo circolo GD si arrimpichi su per i monti sopra Cassino, destinazione Terelle, che fa pure comune. Nota tecnica: il luogo si può raggiungere agevolmente se: a)sei indigeno e conosci benissimo la strada; b) hai il navigatore. Noi siamo nel secondo caso
Dopo lo slalom fra i residuati della vittoriosa campagna del Pdl comincia lo slalom fra i tornanti che piano piano piano ti portano su su su.
Ad un certo punto il navigatore ci avvisa che la prossima svolta, fra tot chilometri sarà a destra (ma va’) in “Mulattiera Terelle”. Arrivati al dunque ci invita a svoltare, ma la curva della strada asfalata è ancora lontana e non capiamo proprio dove sia la mulattiera.
L’arcano si svela quando il tornante ci riporta alla stessa altezza di prima: Mulattiera Terelle è un sentiero per capre che si inerpica su per il monte. Difficile per uomini e asini è impraticabile per i veicoli.
La scena si ripete anche il ritorno: qui la svolta si tradurrebbe direttamente in un salto nel vuoto stile McGyver.
Morale (semipolitica) della favola: il navigatore è come certi giornali. Se ne fai un uso consapevole ti aiuta a trovare la strada, se lo sostituisci al tuo cervello, bum.

