Grande performance dei campioni del mondo uscenti che, pur afflitti da un portiere sciatico, invece di uscire hanno costretto al pareggio la quotata compagine paraguagia.
Alla compatta organizzazione dei biancorossi delle pampas, gli azzurri hanno contrapposto un’allegra anarchia, un’autogestione in cui più del modulo poté il buon livello tecnico dei giocatori (checché se ne dica).
Già vedo il titolo cubitale: “Anarchici torinesi fermano il Paraguay” con occhiello “la cellula avrebbe ramificazioni in varie città toscane”.
La nota di folclore la offre il tecnico, un vecchino versigliese dall’aria un po’ spersa: per due anni, prima di mettere in campo questi allegri individualisti ha esaltato il gruppo contro il talento dei singoli. E ha perfino ripetuto il concetto a partita finita, irridendo i sudamericani per aver “solo” controllato la partita. Uno stalinista alla guida di un collettivo anarchico?
La giornata di oggi è invece assolutamente esaltante: duro scegliere fra gli esordienti slovacchi di Hamsik-belli-capelli e i neozelandesi al ritorno dopo 28 anni.
La commissione si schiera coi kiwi degli antipodi, un po’ per una lontana cugina (lontana perché vive laggiù), un po’ perché quando dici “Nuova Zelanda” tutti obiettano “Ma non c’è già l’Australia”?
Ma l’apoteosi è stasera: per la serie “a volte ritornano”, nientepopodimenoche la C-O-R-E-A D-E-L N-O-R-D!!!!
Tipo che sei la squadra più scrausa del mondiale, non si sa come ci sei arrivato, sei famoso solo per aver battuto l’Italia una volta quarant’anni fa e BUM! Esordisci col Brasile!
Sarà subito sera, per i Rossi d’Oriente? Noi tifiamo perché anche i verdeoro abbiano la loro Corea, o che almeno il Caro Leader sia pietoso coi suoi volenterosi figlioli…

