Mentre cerchiamo di digerire la sorpresa greca di poco, fa ripassiamo le grandi soddisfazioni e le grandi delusioni nelle ultime giornate di mondiale, per chi, come noi, si concentra sul lato undergound della competizione iridata.
Giusto ieri un grande dolore: ¡Ay mi Honduras querida!. La vulvanica squadra della vulcanica nazione centramericana è sì allenata dall’allenatore più fortunato del mondo (prima della qualificazione aveva già vinto un viaggio premio ai mondiali via sms), ma si sono dovuti arrendere ai solidi Cileni, che tornano al successo dopo 48 anni.
L’Honduras è nel nostro cuore non solo perché è una delle due nazioni (con l’acerrima rivale El Salvador) a essere ricordata per la Guerra del Calcio, una guerra vera (con colonnelli, generali, fucili e cannoni) il cui casus belli furoni gli incidenti intorno ad uno spareggio-qualificazione.
No, la selezione di Tegucicalpa ci è prossima anche per la comune concezione della democrazia che accosta i nostri paesi: per chi vuol approfondire c’è la voce Golpe in Honduras e crisi costituzionale del 2009 su Wiki, che dice tutto già dal titolo.
Non a caso l’Honduras è la prima vera Repubblica delle Banane in senso proprio.
La sorpresona ce l’hanno fatta però gli svizzeri, squadra dalla solida tradizione calcistica, con alle spalle anche un’edizione del mondiale in casa, nel ’54. Con una selezione imbottita di giovani turchi manco fosse la Germania, hanno steso le temibili furie rosse con un pregevole gol di fattura turco-capoverdiana.
Gliene siamo grati: con la recente vittoria europea, la Spagna era uscita dal simpatico e malinconico club di quelli che al mondiale ci arrivano bravissimi e bellissimi, ma poi non combinano niente. Forse, grazie agli elvetici potremmo tornare a sostenerli, come già nel ’98 quando, già eliminati, vinsero 6-1 contro la Bulgaria: segnavano e piangevano, segnavano e piangevano…
Nella giornata precedente, invece, solo soddisfazioni.
Prima gli Neo Zelandesi hanno riagguantato gli esordenti Slovacchi col “balzo del kiwi”, un colpo di testa in zona Cesarini che tiene in gioco tutti: oceanici, Hamsik-belli-capelli e campioni uscenti terranno testa all’Argentina-B, pardon, al Paraguay?
Subito dopo, certamente ispirati dal Caro Leader, i nord coreani hanno opposto un fierissimo 10-0-0 ai Brasiliani. Un gioco all’italiana estremo come il calabrese di “I love soppressata”, che ha permesso agli asiatici (che evidentemente nelle barberie del popolo possono aspirare a tre soli tagli di capelli) di resistere per un’ora alle insidie dei verdeoro.
Questi ultimi hanno tranquillamente passeggiato fra i vituperi dei telecronisti rai, riscaldandosi e conservandosi per momenti più difficili. Al dunque però, hanno trafitto la porta del felice popolo di Kim-Jong Il con 2 gol niente male. Qui la sorpresa fra le sorprese: invece di arrendersi, i nord coreani, dopo aver difeso all’italiana hanno attaccato alla brasiliana, accorciando le distanze. Siete avvertiti: cave coream septentrionalem.


ma astolfo dove sei???? ti sei perso sulla luna o sulla terra????